Si apre in una nuova scheda

Come nasce un libro fotografico: dietro le quinte

Rifiutato dalle riviste e risistemato con l'ex photoeditor della Casa Bianca Alice Gabriner, il mio reportage “Un Abito Alla Volta” è diventato un libro di successo. Ecco i retroscena.

workshop di fotografia in Toscana, il fotografo Enzo Dal Verme

Enzo Dal Verme

Lo stylist Paul aiuta un cliente a provare dei cappelli. Siamo da Suited & Booted. Fotografia di Enzo Dal Verme dal libro fotografico Un Abito Alla Volta

Una foto dal libro “Un abito alla volta” di Enzo Dal Verme.

La settimana scorsa si è tenuta a Milano la presentazione ufficiale di “Un Abito Alla Volta”, il mio nuovo libro fotografico realizzato insieme all’art director Pierpaolo Pitacco.

Eravamo al FLA FlavioLucchiniArt Museum (Superstudio Più) e l’evento è stato inserito nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana, proprio nel primo giorno delle sfilate dell’uomo per la Milano Fashion Week. Potevo sperare di meglio?

Vedere la sala piena, l’entusiasmo delle persone arrivate per l’occasione da Londra e l’attenzione dei media (incluso il lancio immediato dell’ANSA) è stato emozionante.

Tuttavia, ai miei studenti e a chi vuole comprendere i meccanismi del fotogiornalismo, non voglio raccontare solo il momento del successo. Voglio svelare il dietro le quinte. Perché questo volume, che oggi unisce moda e solidarietà, è il risultato di una lunga catena di rifiuti, di riscritture visive e di incontri straordinari che hanno trasformato un fallimento editoriale in un progetto indipendente.

 

Enzo Dal Verme, presentazione libro fotografico Un Abito Alla Volta su Suited & Booted. Milano Superstudio.
Un momento della presentazione del libro “Un abito alla volta” al Superstudio, Milano, durante la settimana della moda uomo. ©Gregory.Maillot_espacediorama.com

L’idea del reportage da un post su LinkedIn

Tutto è cominciato quasi per caso esattamente 5 anni fa (in pieno lockdown), vedendo un post su LinkedIn. Parlava di Suited & Booted, un’organizzazione benefica londinese che gestisce quello che sembra un costoso negozio di abbigliamento maschile. Ma, attenzione, non è un negozio e i vestiti non sono in vendita. Vengono regalati.

Sì, proprio regalati. Però non a chiunque: solo a uomini disoccupati o vulnerabili, perché possano presentarsi al meglio ai colloqui di lavoro e trovare un nuovo impiego.

Affascinato dall’idea, avevo scritto a Maria Lenn – la fondatrice di Suited & Booted – chiedendo di lasciarmi fare un reportage su di loro appena fosse stato possibile viaggiare. Non le potevo dare alcuna garanzia di successo perché nessuno mi aveva commissionato il servizio e non sapevo ancora dove lo avrei pubblicato. Tuttavia, Maria si era fidata di me e – dopo uno scambio di email e telefonate – nel settembre del 2023 finalmente partivo per Londra.

Io da tempo mi ero un po’ allontanato dal reportage, perché la crisi dell’editoria aveva già reso molto difficile riuscire a guadagnare col fotogiornalismo (o anche solo a non perderci). Ma la storia era talmente bella che ero determinato a portarla a termine.

I primi giorni di scatti furono entusiasmanti e anche molto impegnativi. Da Suited & Booted si presentano uomini fragili, che hanno perso il lavoro e faticano a trovarne uno nuovo. Alcuni hanno avuto lunghe malattie o esaurimenti nervosi, altri sono veterani di guerra oppure sono stati incarcerati o, ancora, il divorzio li ha messi sul lastrico. Ci sono ragazzi giovani cresciuti senza genitori, oppure uomini in su con l’età, resi ridondanti in una azienda che ha dovuto ridimensionare il personale. Ho visto persone estremamente preoccupate e con problemi molto seri, entrare disorientate e affidarsi (a volte con fatica) ai volontari.

Io dovevo presentarmi, assicurarmi che la mia presenza fosse accettata e fotografare senza interferire con le trasformazioni che avevo il privilegio di documentare.

suited and booted f97a3767 michael enzo dal verme

 

Michael ha un curriculum invidiabile.

 

Come spesso accade nella vita, a volte le cose vanno bene e a volte meno bene.

Forse l’azienda per cui lavori fallisce, forse c’è una ristrutturazione e ti licenziano.

Poi non riesci a trovare il lavoro di prima, allora fai il giardiniere (chi se lo sarebbe mai immaginato!), fai le pulizie, fai tutti i lavori che ti capitano.

Intanto ti lasci un po’ andare, cambi taglia e quando si presenta l’occasione di un colloquio perfetto per te, i tuoi vestiti da ufficio non ti vanno più bene.

Che probabilità hai di essere assunto se non ti presenti con l’abito adeguato?

suited and booted f97a3530 michael enzo dal verme

Suited & Booted aiuta gli uomini vulnerabili e disoccupati a trovare un lavoro fornendo loro abbigliamento adeguato e consigli per presentarsi ai colloqui.

Ogni anno, oltre 1200 uomini vengono aiutati a rientrare nel mondo del lavoro. Un abito alla volta.

Michael è uno di loro.

 

Michael, adesso, è sulla copertina del mio nuovo libro.

Il “No” delle redazioni: quando un rifiuto diventa un’opportunità

Dopo qualche giorno di scatti, guidato dall’entusiasmo e dall’intenzione di pubblicare un articolo su qualche rivista, avevo raccolto una buona quantità di fotografie e di interviste. Al mio rientro, però, mi aspettava la dura realtà del mercato editoriale attuale. Idealmente, mi sarebbe piaciuto pubblicare sul New York Times perché raggiunge un pubblico vastissimo e ogni tanto propone articoli simili. Il mio contatto, però, aveva cambiato e non sapevo bene a chi proporlo.

Chiesi consiglio al collega Andrew Scrivani. Lui ha pubblicato oltre diecimila immagini sul New York Times e conosce bene il mercato americano, dove ci sono tirature più alte e la possibilità di raggiungere un pubblico più vasto e internazionale.

Devo ringraziare la sua schiettezza per avermi spiegato perché il modo in cui avevo organizzato le mie foto non avrebbe avuto successo nelle redazioni statunitensi. Si offrì addirittura di riorganizzare la mia sequenza. Non è fortuna questa? In più, mi fece una grande sorpresa: chiese ad Alice Gabriner un parere sul mio lavoro. Un regalo inaspettato!

 

pagine 8 e 9 del libro un abito alla volta di Enzo Dal Verme
Pagine 8 e 9 del libro “Un abito alla volta” di Enzo Dal Verme

L’editing fotografico: le critiche che aiutano

Nel mondo della fotografia si cresce anche accettando il confronto.

Alice Gabriner è stata photoeditor al Time, National Geographic, The New York Times, The New Yorker, vice-direttrice della fotografia alla Casa Bianca durante Obama, premiata con un Emmy Award… insomma, un po’ ci capisce di fotografia.

Ricevetti una sua mail con dei consigli su come rendere il mio servizio più d’impatto e più adatto al mercato americano. Non andò tanto per il sottile, piuttosto mi disse in modo conciso e senza tanti preamboli perché alcune foto le piacevano e altre no, suggerendomi anche come ritagliare un paio di immagini.

Le mani di Alfred, conosciuto anche come Mr Bling, fotografate Enzo Dal Verme. Siamo da Suited & Booted e Alfred sta scegliento una cravatta. L'immagine è parte del libro fotografico "Un abito alla volta"
Alice Gabriner mi ha consigliato di escludere il volto di Alfred da questo scatto per rendere l’immagine più d’impatto.

Le sue parole mi aiutarono a capire i punti di forza e i punti deboli del mio lavoro. I commenti di Andrew e di Alice mi spinsero a fare un lavoro di editing fotografico profondo, applicando tre regole che considero fondamentali anche quando mi dedico all’insegnamento della fotografia:

  1. Rivedere i miei scarti: per recuperare immagini a cui inizialmente non avevo dato valore, ma che per la narrazione si sono rivelate fondamentali.
  2. Identificare i vuoti narrativi: osservando il mio reportage con occhi diversi, capii che la mia sequenza avrebbe dovuto essere arricchita con nuovi scatti.
  3. Rivalutare le inquadrature: tagliando alcune foto, l’impatto visivo migliorava.

Mi resi anche conto che mancavano alcune immagini che avrebbero reso la narrazione più completa e presi una decisione: sarei dovuto tornare a Londra per completare il lavoro.

Dovetti rimandare, perché stavo partendo per l’India dove mi sarei fermato due mesi. Il mio lavoro, però, non si fermò e fu proprio in India che – mentre scattavo altri reportage – riordinai le interviste e gli appunti per scrivere quello che avevo pensato come un lungo articolo.

 

Le pagine 14 e 15 del libro di Enzo Dal Verme "Un abito alla volta", sull'attività di Suited & Booted.
Pagine 24 e 25 del libro “Un abito alla volta” di Enzo Dal Verme

La flessibilità di cambiare rotta

Al mio rientro in Italia – prima di tornare a Londra – cercai di contattare le agenzie che mi avevano rappresentato negli anni in cui realizzavo freneticamente servizi di fotogiornalismo e loro li distribuivano nel mondo. Alcune non esistevano più, altre avevano spostato la propria offerta su foto di celebrità e sport. I reportage, purtroppo, non sembrano più avere un grande mercato. Come avrei potuto fare?

Tornai a Londra e, con l’aiuto di Maria, riuscii a completare il mio servizio. Poi, di nuovo, fu necessario molto lavoro per selezionare e mettere a posto i nuovi scatti e le nuove interviste.

Ricominciai a contattare altre redazioni per proporre la pubblicazione, partendo dalle riviste più note e scendendo via via in giù verso testate con una diffusione minore. Lasciai per ultime le riviste italiane che mi conoscono bene, ma raggiungono un numero più limitato di lettori.

I risultati:

  • Una agenzia inglese avrebbe voluto distribuire la storia con un taglio scandalistico. Un compromesso che ho rifiutato perché avrebbe potuto risultare poco rispettoso nei confronti di chi si era fidato di me.
  • Le riviste interessate al mio reportage avrebbero voluto dedicare troppe poche pagine, mentre io speravo di dare ampia visibilità al progetto.
  • La maggior parte delle riviste contattate… semplicemente ignorò la mia offerta.

Ricevetti anche delle risposte che rifiutavano la pubblicazione perché il mio servizio non era adatto al loro taglio editoriale, nello stesso tempo mi incoraggiavano a insistere perché riconoscevano l’importanza del progetto. Meglio di niente, però… dove sarei riuscito a pubblicare?

La situazione non era proprio facile. Quando ormai sembrava che non sarei riuscito a ottenere un buon risultato, cominciai a sentirmi in colpa per avere tradito la fiducia di Maria e di tutte le persone che avevo fotografato.

Allora mi venne un’idea: e se facessi un libro?

Ne parlai con Pierpaolo Pitacco, mio amico e art director di grande talento che accettò senza esitazione di imbarcarsi in questa avventura con me. E l’editore? Paolo Namias, che pubblica le riviste di fotografia con le quali collaboro da tempo, si offrì di appoggiarci. Ecco che, dopo tanti tentativi difficoltosi e frustranti per pubblicare un articolo, la soluzione si era finalmente rivelata. Perché non ci avevo pensato prima?

 

David aiuta Darren ad allacciarsi il colletto della camicia. Fotografia dal libro "Un abito alla volta" di Enzo Dal Verme
Un momento della trasformazione di Darren con l’aiuto di David, dal libro “Un abito alla volta” ©Enzo Dal Verme

Dai testi e le foto al libro finito

Prima di dare tutto il materiale a Pierpaolo, ripresi il lungo articolo che avevo scritto in India e lo rielaborai aggiungendo degli approfondimenti. Poi creai una sequenza di immagini che seguisse il testo e mi resi conto che avrei dovuto dedicare più attenzione alla post-produzione.

La consulenza di Gianluca Catzeddu si rivelò preziosissima e determinante per sistemare le fotografie con due dominanti cromatiche diverse, perché illuminate con la luce artificiale delle lampadine da un lato e la luce naturale delle finestre da un altro.

Quando Pierpaolo e io cominciammo finalmente a lavorare insieme, pagina dopo pagina, il libro iniziò a prendere corpo naturalmente. Una delle cose più belle è stata confrontarci sulle scelte delle immagini: un art director e un fotografo osservano cose diverse e insieme siamo riusciti a fare un libro nel quale ci sentiamo allineati e contenti del risultato. È il piacere di collaborare con professionisti che stimi.

Un libro si fa insieme

Un libro è il risultato della collaborazione di tante competenze diverse. È sicuramente importante essere determinati e perseveranti, ma è ancora più importante trovare dei compagni di viaggio con cui ci siano affinità e si riesca a collaborare in armonia.

La stampa di “Un abito alla volta” è stata possibile grazie al prezioso contributo offerto da Floria Fiorucci e Marina De Bertoldi di Love Therapy – il brand di abbigliamento etico creato da Elio Fiorucci – e alla donazione privata di Mike Styles.

Silvia Negri Firman e tutto il suo staff hanno organizzato impeccabilmente l’ufficio stampa e la gestione degli inviti della conferenza stampa. Gisella Borioli, Chiara Ferella Falda e il team del FLA FlavioLucchiniArt Museum al Superstudio Più ci hanno riservato un trattamento di favore e dato molti consigli preziosi per la presentazione.

Carlo Capasa, inserendo la presentazione del libro nel programma ufficiale della Camera Nazionale Della Moda Italiana ha aggiunto prestigio e visibilità. Durante la presentazione, Fonte Plose e Flower Burger hanno generosamente offerto da bere e da mangiare agli ospiti. Viviana Pozzolini ha accettato con grande entusiasmo di offrire il servizio di interpretariato. Hanno anche collaborato alcuni volontari, tra cui Kathleen Croock, James Penturn, Chris Baldwin.

Sono estremamente riconoscente a tutti e ancora stupito di essere riuscito a mettere insieme una squadra così importante che ha funzionato come un orologio svizzero.

 

Uno stylist di Suited & Booted allaccia il polsino della manica di un cliente.
Uno stylist allaccia il polsino della manica di un cliente. Un gesto che esprime la cura e la gentilezza che caratterizza l’approccio di Suited & Booted.

Perché il libro è un successo

Il libro è stato presentato solo pochi giorni fa e, ad oggi, sono già uscite una ventina di recensioni. Ne usciranno ancora molte raggiungendo un pubblico vasto. Il mio intento era fare conoscere Suited & Booted e raccogliere fondi per loro. Alla presentazione per la stampa sono anche stati invitati addetti ai lavori della moda e sono intervenute circa cento persone. Non abbiamo regalato libri neanche per la recensione, li abbiamo però venduti e ci sono persone che ne hanno acquistate anche due o tre copie per regalarle. Il libro ha anche raccolto un bel numero di richieste in pre-vendita  (ora si può acquistare).

Nei prossimi mesi, ci saranno altre presentazioni del libro “Un abito alla volta” per il pubblico e per gli appassionati di fotografia che aiuteranno a fare conoscere maggiormente il progetto e a vendere più libri.

Come sostenere il progetto

Se ti piace l’attività di Suited & Booted e desideri sostenerli con attività di volontariato (se ti trovi a Londra) oppure con una donazione, saranno felicissimi di ricevere tue notizie: suitedbootedcentre.org.uk.

Anche fare conoscere il loro lavoro è un modo di aiutarli: regala a qualcuno questo libro, consiglialo o scrivi una recensione sui tuoi canali social. I ricavati della vendita del libro sono interamente devoluti a Suited & Booted.

La copertina del libro "Un abito alla volta" di Enzo Dal Verme
La copertina del libro “Un abito alla volta” di Enzo Dal Verme

Un abito alla volta | One suit at a time Disponibile in italiano o in inglese

  • Testo e foto: Enzo Dal Verme
  • Progetto Grafico e Art Direction: Pierpaolo Pitacco
  • Specifiche: 100 pagine | € 28,00 | Rodolfo Namias Editore

Disponibile su:

Info sulle prossime presentazioni e sulle librerie che vendono il libro su enzodalverme.com/books/

Mi segui già sui Instagram?

@enzodalverme è il mio profilo personale dove pubblico, in inglese, le storie dietro i miei scatti, le fotografie mai pubblicate, aneddoti sul mio lavoro.

@marketingperfotografi è il profilo nato per promuovere il mio libro Marketing Per Fotografi (Apogeo Feltrinelli) e dove ora pubblico, in italiano, anche notizie di fotografia, mostre, appuntamenti e consigli di marketing.