A chi non è mai capitato di scattare dei ritratti in interni e pensare “peccato non avere delle luci con me”?
Beh, se è a un softbox (o bank) che state pensando, c’è di meglio: le finestre. Diffondono la luce naturale in modo ideale per illuminare le persone e sono facili da modulare, basta spostarsi di poco che il loro effetto cambia.
D’accordo, non si spostano e dobbiamo adattarci allo sfondo. Ma siamo fotografi, no? Siamo abituati a ottenere il meglio con quello che c’è a disposizione.
Ci sono finestre grandi che irradiano su tutta la figura in modo più o meno uniforme a seconda di com’è la luce fuori. Oppure le finestre con gli scuri che consentono di far arrivare un fascio più o meno ampio. Poi ci sono le finestre piccole che permettono di concentrare l’illuminazione solo su una parte del soggetto. Le vetrine sono anche interessanti, perché la loro dimensione può creare un’illuminazione morbida morbida. Ma attenzione: dal momento che la luce è naturale, continua a cambiare. Se si devono fotografare più soggetti con la stessa luce il compito diventa arduo.
Come modulare la luce e gestire l’ambiente
Se abbiamo paura di non poter regolare abbastanza la luce, possiamo aiutarci con un panno nero e del nastro adesivo da imbianchini (che non rovina i muri). Quando davvero sentiremo l’esigenza di cambiare un po’ l’illuminazione, sarà facile oscurarne una parte.
Naturalmente la luce di una finestra avrà un effetto molto diverso a seconda dell’ambiente nel quale ci si trova. Un loft tutto bianco con tante finestre avrà molta luce ovunque: in quel caso più ci si allontana dalla finestra, più l’illuminazione sarà uniforme.
Se, invece, ci troviamo in un ambiente con pareti scure e tanti mobili e oggetti, la differenza tra il fascio di luce della finestra e lo sfondo potrà essere notevole. Una disuguaglianza che ci consentirà di scattare delle immagini con forti contrasti e lo sfondo appena leggibile se non addirittura nero. Naturalmente l’intensità della luce fa la sua parte e, se invece preferiamo un’illuminazione un po’ più morbida, ci sarà molto utile un pannello per riflettere una schiarita. Oppure possiamo allontanarci dalla finestra e i contrasti si ammorbidiranno.
Con un po’ di pratica, si potranno scattare delle immagini d’impatto senza l’aiuto di pannelli, panni neri o altro. Adattarsi alla luce e all’architettura che troviamo il più delle volte è sufficiente. Vediamo qualche esempio:
Casi Studio: 13 ritratti raccontati sul campo
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Marina Abramović fotografata nel suo loft di New York per Vanity Fair
L’ambiente è molto ampio, tutto dipinto di bianco e con grandi finestre su due lati. Per ottenere un’illuminazione morbida le ho chiesto di sedersi tra due finestre in modo che la luce non fosse troppo forte sulla sua faccia. Il pavimento, il soffitto e le pareti bianche riflettevano la luce su di lei. Il risultato finale ha, paradossalmente, un’ombra un po’ più scura proprio dal lato delle finestre più vicine perché c’è la colonna. La finestra dietro aggiunge un piccolo controluce che dona volume senza il quale il ritratto risulterebbe un po’ piatto (provate a coprirlo).

Marina Abramović fotografata per Vanity Fair ©Enzo Dal Verme -
Il giornalista Diego Buñuel, nipote del regista Luis, fotografato nella sua casa di Parigi per Vanity Fair
Il photo editor mi aveva spiegato che avrebbero intitolato l’articolo “Andreste in guerra con Diego?” e che volevano una immagine di lui un po’ ammiccante, come un sex symbol più che come un giornalista. In quel momento lui era impegnato con un fortunato programma televisivo realizzato nei paesi in guerra che si chiamava Ne dites pas à ma mère que je suis en Iran (oppure Afghanistan e via dicendo…). L’intervista apriva con il racconto di quando, durante una trasferta, era entrato nella stanza d’albergo di un suo collega per farsi una doccia e si era accorto solo uscendo dalla doccia di essere entrato per errore nella stanza di una giovane giornalista svedese.
Per realizzare un ritratto che si sposasse con l’intervista, gli ho chiesto di sdraiarsi sul letto che, fortunatamente, era di fianco ad una finestra. Nonostante l’ambiente fosse piccolo e le pareti scure, c’era della luce che filtrava da una porta proprio davanti al letto e mi ha permesso di scattare una immagine con una luce morbida e adatta alle richieste del giornale. Poi, naturalmente, ho scattato anche delle immagini con i cimeli del nonno Luis Buñuel ed altre ancora, ma questa è stata la doppia pagina di apertura.

Diego Buñuel fotografato per Vanity Fair ©Enzo Dal Verme -
‘insegnante di yoga e scrittrice canadese Louise Belisle fotografata per Flair
In questa immagine ho utilizzato la luce forte di un cielo coperto che entrava in una stanza grazie ad una porta vetrata. Le pareti erano scure, proprio come il tavolo al quale le ho chiesto di sedersi. I suoi capelli bianchi mi hanno offerto l’opportunità di giocare sui contrasti e il fatto che fossi libero di scattare in bianco e nero mi ha senza dubbio aiutato. Ho deciso di non cercare di ammorbidire troppo l’illuminazione ma di lasciare le ombre piuttosto scure muovendomi solo io in modo che Louise mi seguisse con gli occhi. Ho lasciato che girasse un po’ la testa fino al momento nel quale ho visto una luce gradevole su entrambe le guance ed ho scattato.

Ritratto di Louise Belisle per Flair ©Enzo Dal Verme -
La costumista turca Berra Aydemir fotografata a Istanbul per Flair
Il giorno nel quale potevamo incontrarci per il ritratto c’era un cielo molto grigio e cupo. Avevo intenzione di fotografarla — come spesso faccio — in interni vicino ad una finestra. Eppure temevo un’atmosfera troppo livida che mal si addiceva a questa giovane creativa entusiasta e piena di vitalità. Siamo entrati in un museo in cerca di ispirazione ed ho scattato vicino ad una grossa vetrata. Dovevo essere molto veloce e fingere che si trattasse di una foto ricordo tra turisti perché nei musei ci sono sempre restrizioni sulle foto, e così è stato.
Il risultato ha quella vivacità che cercavo: tutta la parte destra è illuminata con luce naturale, ma anche le luci delle sale hanno contribuito ad illuminare il soggetto e il risultato è morbido e con dei volumi ben visibili. Tenendo il diaframma piuttosto aperto (f2.0) ho fatto in modo che le fonti di luce inquadrate sullo sfondo si sfocassero molto e in questo modo hanno aggiunto un po’ di dinamismo e brio alla composizione.

Ritratto di Berra Aydemir fotografata a Istanbul per Flair ©Enzo Dal Verme -
Bianca Jagger fotografata a Berlino per Vanity Fair
Avevo solo pochi minuti per scattare questo ritratto e a disposizione una grossa stanza quasi vuota con le pareti chiare ed una moquette verde. C’erano due sedie che ho posizionato una di fronte all’altra a diversi metri dall’unica fonte di luce della stanza: una enorme finestra. Quando è arrivata Bianca, le ho chiesto di sedersi su una sedia ed io sono salito in piedi sull’altra (l’idea non le era piaciuta, ma… questa è un’altra storia).
Le pareti chiare hanno riflesso la luce che è risultata morbida nonostante provenisse da un lato solo. L’ambiente era comunque piuttosto buio ed ho scattato a 400 ISO utilizzando un diaframma aperto (f1.6) che mi ha anche consentito una profondità di campo interessante. Il tempo di scatto era rischioso (1/60 sec.) ma, fortunatamente, il risultato non è mosso.

Bianca Jagger fotografata a Berlino per Vanity Fair ©Enzo Dal Verme -
Il gallerista Carlo Madesani fotografato a Milano in una casa in ristrutturazione
Lo spazio a disposizione era quello: una stanza vuota con i calcinacci per terra e buchi nei muri. La luce della finestra, in questo caso, è stata utilizzata non solo come fonte di illuminazione del soggetto, ma anche come elemento nello sfondo che ha aiutato a creare più piani e donare profondità all’immagine. Ho tenuto l’inquadratura piuttosto chiusa per evitare i buchi che sarebbero risultati come macchie nere e avrebbero distratto. L’ambiente spoglio è così diventato fotograficamente interessante e piuttosto neutro. L’aiuto della luce sullo sfondo è stato molto importante.

Ritratto del gallerista Carlo Madesani fotografato a Milano ©Enzo Dal Verme -
La gallerista Christabel Stewart fotografata nella galleria Hotel a Londra per Class
Ho fotografato Christabel vicino al muro perché avevo notato che c’era una finestra perpendicolare vicina all’opera che creava delle ombre abbastanza ben definite. Così ho creato una immagine piuttosto grafica, con pochi semplici elementi che, però, hanno dei volumi interessanti. L’elemento importante di questa immagine sono proprio le ombre senza le quali l’immagine risulterebbe piuttosto piatta. Per ricercare una buona illuminazione è buona pratica osservare bene le ombre e comporre l’immagine di conseguenza. Se avessi centrato il soggetto senza includere l’ombra di sinistra, l’immagine risulterebbe sbilanciata e meno interessante.

La gallerista Christabel Stewart fotografata a Londra per Class ©Enzo Dal Verme -
Claude e suo figlio Achille fotografati per una mostra
Non avevo a disposizione luci, l’ambiente era piuttosto piccolo e con molti mobili che non volevo inquadrare. C’era, però, una piccola finestra che si apriva abbastanza in alto proprio vicino ad un muro libero. Ho usato quella come unica fonte di illuminazione. Il fatto che l’ambiente non riflettesse molto mi ha permesso di ottenere una immagine con un certo contrasto, specialmente su Achille che è più vicino alla fonte di luce e poi, a mano a mano che ci si allontana, le ombre diventano più morbide. Una finestra piccola come questa può aiutare a creare una illuminazione d’impatto. Naturalmente non si può spostare o orientare, ma se la luce della finestra avesse illuminato troppo il muro avrei potuto mascherarla con un cartoncino. Non ce n’è stato bisogno.

Ritratto di Claude e Achille ©Enzo Dal Verme -
Derek, Peter e Inge: 3 ritratti da una serie scattata per Flair
Questi tre scatti fanno parte di una serie di ritatti di studenti di una scuola di meditazione realizzata per Flair. Per ogni foto ho usato, in modo diverso, le finestre come fonte di luce.
- Derek: Il controluce dà volume al volto del soggetto, una finestra lontana e in alto riempie le ombre in modo morbido e una finestra dietro le spalle disegna un leggero controluce che stacca la figura dal fondo.

Ritratto di Derek, fotografato per Flair ©Enzo Dal Verme - Peter: Sfrutta la luce di due finestre: una più forte sulla destra e una più morbida sulla sinistra che proviene da un’altra stanza, dunque più lontana. Per sfruttare questa doppia illuminazione ho chiesto al soggetto di sedersi in quel punto e mi sono spostato per centrare il suo volto nella zona d’ombra retrostante in modo da creare più tridimensionalità.

Ritratto di Peter, fotografato per Flair ©Enzo Dal Verme - Inge: È stata fotografata molto vicina ad una grande porta vetrata che illuminava il soggetto ma non il fondo. Il bianco e nero aiuta a fondere le ombre del soggetto con lo sfondo scuro.

Ritratto di Inge fotografata per Flair ©Enzo Dal Verme -
Fabio Concato fotografato per Vanity Fair a Milano
Questa immagine è servita per illustrare una intervista a Fabio Concato. Avevo avuto istruzioni di scattare delle fotografie un po’ diverse tra di loro per sottolineare i vari aspetti del personaggio evidenziati dalle domande. Ho scelto di fotografarlo con la luce di una grande vetrata proprio frontale a lui per le foto legate alla sua musica nelle quali era vestito con un completo grigio e aveva la chitarra in mano. Per le foto (come questa) che sarebbero state pubblicate vicino alle domande più legate alla sua vita personale, invece, mi sono allontanato dalla finestra e ho ottenuto una luce più morbida e meno contrasto. Gli ho anche chiesto di cambiarsi in modo da ottenere una immagine con un sapore più “casalingo”.

Fabio Concato fotografato per Vanity Fair ©Enzo Dal Verme -
Glenys Jacques fotografata a Ipswich per Class
Per fotografare la video-artista inglese Glenys Jacques ho usato le finestre della sua bella casa. Come prima cosa ho individuato i muri più adatti per scattare il ritratto, dunque quelli scuri perché se fossero stati chiari l’immagine avrebbe avuto un impatto più delicato. Io volevo sottolineare il suo carattere grintoso e un po’ di contrasto mi ha aiutato. Poi le ho chiesto di puntare la sua videocamera verso la luce e ho scattato.
La finestra così vicina ha dato una illuminazione uniforme e abbastanza morbida sul volto e, nello stesso tempo, ha conferito volume e tridimensionalità. Un altro vantaggio della finestra così frontale si vede sull’occhio azzurro che risalta perché ben illuminato. Anche sull’obiettivo c’è il riflesso della finestra che aiuta ad alleggerire e rendere più interessante il volume scuro della videocamera.

Ritratto di Glenys Jacques fotografata per Class ©Enzo Dal Verme -
Leonardo fotografato in una pausa su un set di moda
Questa immagine è stata scattata molti anni fa quasi per caso. Stavo fotografando un catalogo di costumi da bagno a New York ed eravamo in una pausa, il modello era seduto poco distante da me mentre io armeggiavo con la mia macchina fotografica, ho notato la luce sulla sua faccia e ho scattato questa foto al volo. Non si tratta di una foto premeditata nella quale ho studiato la fonte di illuminazione, semplicemente… mi è andata bene! La finestra era dietro di lui e quando si è voltato verso di me ha illuminato la sua faccia di taglio e ho scattato.

Ritratto di Leonardo fotografato a New York in una pausa ©Enzo Dal Verme -
La Principessa Monica Chudasama Vaziralli fotografata per Class
Questo ritratto è stato scattato nella casa di Bombay della principessa Vaziralli (racconto come sono andate le cose nell’articolo Se il fotografo si sente insicuro). L’ambiente era piuttosto scuro e ho deciso di chiederle di sedersi proprio sul davanzale della finestra in modo da ottenere una illuminazione interessante su di lei e anche sfruttare il riflesso. Se la luce che filtrava dalla finestra fosse stata più forte, questa soluzione non sarebbe stata possibile perché il contrasto sarebbe stato eccessivo e il riflesso non sarebbe stato così visibile.

Ritratto della principessa Monica Chudasama Varziralli fotografata a Bombay per Class ©Enzo Dal Verme Visto quante possibilità offre la luce delle finestre? E non sono le uniche: la luce di ogni finestra può essere utilizzata in molti modi diversi. Questo è uno dei temi che esploriamo nel corso del workshop di ritratto in Toscana ed è sempre affascinante osservare la varietà di risultati a cui può dare origine una singola finestra.
Appena avrai occasione di fare dei ritratti vicino a una finestra, ti consiglio di provare a fare almeno tre varianti di luce. Magari ispirandoti agi esempi che hai letto in questo articolo. Vedrai che presto ti verrà naturale utilizzare al meglio la luce delle finestre per i tuoi scatti.















